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  • Titolo originale: Hai Sukoa Garu
  • Regia: Yoshiki Yamakawa
  • Anno: 2018
  • Numero episodi: 24
  • Casa produttrice: C. Staff
  • Messa in onda in Italia: 13/06/2018 (netflix)
  • Data recensione: 26/10/2020
  • Autore recensione: ikarishinji1981
  • Genere: Commedia, Sentimentale
  • Voto: 3.5 su 5

 

 

TRAMA

Ci troviamo nel 1991 nel pieno dell’epoca d’oro dei videogiochi, ma soprattutto nella loro patria, il Giappone. Haruo Yaguchi è un ragazzino del sesto anno delle elementari assolutamente pazzo per i videogiochi e le sale giochi, ed in special modo, per i “picchiaduro”. A quel tempo impazzava la mania per Street Fighter II ed il giovane Haruo sembra esserne un vero e proprio esperto, tanto che dietro al suo “cabinato” si è formata una vera e propria fila di persone, insoddisfatte, in attesa del proprio turno. Dall’altro lato però, si odono degli “oooh” di stupore non riferiti alle proprie partite. Il ragazzo si affaccia per vedere e scopre, con suo enorme stupore, che è una ragazza, ma non solo, è addirittura una sua compagna di classe, Akira Ono. Il giovane passa in pochissimo tempo dallo stupore, anche perché Ono è bravissima a scuola, ricca e ben voluta da tutti, all’odio più intenso nel tempo di perdere ripetutamente diverse partite. Ma lo smacco più grande non è soltanto l’aver perso diverse partite consecutivamente contro di lei su di un videogioco in cui credeva di essere fortissimo, ma addirittura con un personaggio, Zangief, non certo ritenuto uno dei più forti. Come può una ragazzina “perfettina” come lei trovarsi in una sala giochi puzzolente e soprattutto ad essere così brava nonostante egli giochi a Street Fighter 2 sin dal primo giorno in cui è uscito?

RIFLESSIONI

Hi Score Girl è una serie prodotta da Netflix realizzata dallo studio J.C. Staff e tratta dall’omonimo manga di Rensuke Oshikiri uscito nel 2010 e completato nel 2018 composto da 10 numeri. Quest’anime, per quanto mi riguarda non conoscendo il manga, è stato una vera e propria sorpresa, direi quasi un fulmine a ciel sereno. Essa riesce nel tentativo di “svecchiare” e rendere più accattivante un genere, quello sentimentale, che molto spesso ci propina sempre le medesime trame incentrate sulla scuola, ma come ci riesce? Facendo leva su un tema caro a molti di noi, ma soprattutto ai giapponesi, cioè i videogiochi. Per rendere l’ambientazione ancora più elettrizzante e carica di ricordi, per noi spettatori, essa è ambientata nel 1991 e cioè nel pieno dell’epoca d’oro dei videogiochi, quando le sale giochi erano il ritrovo per molti di noi e dove potevamo passare interi pomeriggi senza neanche rendercene conto. Se da un lato è pur vero che lo sviluppo della trama e dei sentimenti dei protagonisti non risulti essere particolarmente innovativo e, per certi versi, facilmente pronosticabile, dall’altro i videogiochi vengono letteralmente issati a mezzo sociale in grado non di dividere ed allontanare i ragazzi, ma di unirli in una passione comune col merito di farci dimenticare anche i problemi più gravi, questo almeno negli anni 90. Infatti il nostro Haruo si avvicinerà alla, apparentemente muta (infatti la ragazza non parlerà mai per l’intera serie), Akira, non tanto in quanto essa affascinante e della sua stessa classe, ma perché sfodera un’abilità straordinaria nei picchiaduro, cioè proprio la tipologia di videogiochi che il ragazzo predilige e in cui si sente un maestro. L’intelligenza dell’autore è stata di non fossilizzarsi su un singolo anno, ma di estendere la trama e di svilupparla in diversi anni mostrandoci la repentina evoluzione dei videogiochi in quegli anni, così potendo evolvere anche facilmente, creando situazioni, i sentimenti dei vari personaggi. Potremmo così dividere la serie in tre fasi, abbastanza ben distinte, in cui il nostro protagonista capirà, con una certa lentezza, i propri sentimenti nei riguardi di Akira. La cura con cui vengono mostrati i videogiochi ha dell’incredibile, tutti i titoli saranno originali, la descrizione delle mosse, le qualità dei vari titoli, addirittura le partite che vedremo, tutto sarà pressoché perfetto. Non potremo far altro che immedesimarci nel ragazzo ripensando ai noi stessi, e cosa provavamo, in quegli anni in cui avevamo circa la sua stessa età nel momento in cui potevamo mettere le mani su un nuovo videogioco o addirittura una nuova console, al solo pensiero mi vengono gli occhi lucidi. Ovviamente per provare questi sentimenti dovrete essere degli over 30 e Netflix ben sa che quell’età ricopre una grossa fetta tra i suoi abbonati. Insomma Hi Score Girl è decisamente un’ottima serie, leggera, piacevole da vedere che ci ripoterà alla mente dei bellissimi ricordi e ci mostrerà, in modo alquanto palese, come le teenager siano decisamente più sveglie della loro controparte maschile.

 

PERCHE’ VEDERLO

Sei un appassionato di videogiochi? Hai più di 30 anni? non puoi lasciarti scappare questa serie che potremmo quasi definire un documentario sull’evoluzione dei videogiochi nella prima metà degli anni 90. Non mi è mai capitato di vedere nulla che parlasse in maniera così dettagliata e precisa del mondo videoludico con tanto di descrizione mosse, gameplay, data di uscita e piattaforma, ah bè sì…..e poi c’è anche un’ottima storia d’amore.

 

PERCHE’ NON VEDERLO

Oggettivamente se siete voi stessi teenager o poco più, vedendo tutti quei pixel e quei “cassoni” in enormi stanze, con gente che urla, bestemmia e spacca tutto per aver perso. Bè credo che vi farà pensare “fortunatamente sono nato negli anni 2000”.

ikarishinji1981

Hi Score Girl

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