Rikon_Kurabu-cover

  • Titolo originale: Rikon Kurabu
  • Autore: Kazuo Kamimura
  • Anno: 1974
  • Numero volumi: 2
  • Terminato: Si
  • Data recensione:b 09/08/2020
  • Autore recensione: ikarishinji1981
  • Genere: Drammatico, Sentimentale
  • Voto: 4 su 5

 

TRAMA

Tokyo, primi anni 70, il quartiere di Ginza è probabilmente una delle zone più lussuose e ricche della città. La zona è costellata di negozi di lusso e locali di classe e tra questi troviamo Il Club delle Divorziate. Questo piccolo ma curato locale viene spesso scambiato per un club di vedove, ma così non è. La proprietaria è Yuko, una giovane donna di 25 anni, mamma e con alle spalle un matrimonio finito male, tragico evento che accomuna tutte le donne che lavorano nel locale. Yuko, nonostante la giovane età, ha un portamento signorile, sa sempre cosa dire ai suoi clienti e riesce a rimanere sulle sue ma, allo stesso tempo, ad incuriosire l’interlocutore. Ella emana un gran fascino ed è proprio questo a mantenere in vita il locale. I suoi dipendenti (tutte donne eccetto il barista) e molti clienti la chiamano “mama” proprio per questo suo portamento che lascia trasparire sicurezza e fiducia in sé stessa. Ma in realtà così non è. La mente di Yuko è assalita da molti dubbi e da problemi irrisolti che la tormentano e la fanno dubitare, non solo delle proprie scelte (il divorzio fra tutte) ma anche di sé stessa, come donna e come madre.

RIFLESSIONI

Il “club delle divorziate” è un manga di soli due volumi del grandissimo maestro Kazuo Kamimura che, in questo caso, è autore non solo dei disegni ma anche della storia. Il manga è del 1974 e tratta un tema che ancora oggi, in Giappone risulta molto spinoso: il divorzio. Infatti la società Giapponese, fortemente maschilista, discrimina le donne che raggiunta una certa età non sono ancora sposate e ancora di più quelle divorziate, viste come poco di buono in quanto intente a lasciare i propri doveri familiari in cerca di divertimento e svago. Il manga girerà tutto attorno a Yuko, la proprietaria del locale, proponendoci capitoli apparentemente autoconclusivi ma che sono in realtà tappe importanti nella maturazione del carattere della protagonista. Ci accorgeremo, quasi tardivamente, che il suo carattere e il suo modo di fare e di porsi nei confronti degli altri, cambierà durante la lettura e questa variazione sarà talmente naturale ed inaspettata che il lettore, si troverà quasi spiazzato nella parte finale. L’evoluzione del manga non sarà come ce lo aspetteremo e Yuko farà cose e scelte del tutto inaspettate. Cercando di non spoilerare troppo, possiamo dire che Kamimura non cerca di “scagionare” la protagonista dall’etichetta di “donna frivola”, ma cerca soltanto di indagare nell’animo di una donna che ha fatto delle scelte, non tanto per piacere ma più per bisogno o necessità. Necessità che, potremmo definire egoistiche ma, a mio parere, del tutto lecite perché la felicità di ognuno di noi deve essere messa al primo posto. Nonostante alcune sue scelte o modi di fare possano essere interpretati come quelli di una donna irresponsabile o in cerca di piacere, in realtà Yuko è solo alla ricerca di sé stessa. Una sé stessa che ancora non conosce o che forse rifiuta di accettare, ma che la spinge a compiere azioni che la società giudica sbagliate mentre a lei risultano naturali, perché fanno parte del suo io, della sua Yuko e non della Yuko che gli altri vorrebbero vedere. Il manga, a mio parere, è un po’ sottovalutato, soprattutto se preso nella sua interezza, per la capacità di riuscire ad analizzare i sentimenti di una donna combattuta e sofferente. Come molti manga di quel periodo, anche “il Club delle Divorziate” è un’opera scritta e pensata solo per il territorio nazionale e questo si traduce in moltissime note a fine fumetto. Molti posti, tradizioni, nomi, quartieri ecc.. risulteranno sconosciuti alla maggior parte di noi e questo può complicare la lettura rendendo più difficile la visione dell’epoca e dell’ambientazione in cui si svolgono i fatti. Ma, con un po’ di pazienza e qualche piccola ricerca, l’opera risulta ugualmente godibile, anche perché questa è solamente la parte superficiale del manga, nonostante essa sia importante perché l’autore la cura in modo maniacale. La ciliegina sulla torta di quest’opera sono, ovviamente, i maestosi disegni del maestro Kamimura, insuperabile nel realizzare volti femminili e rendere al meglio ogni espressione, soprattutto quelle di dolore. Se proprio volessi muovere una critica a quest’opera punterei il dito sulla “mancanza” di scene più mature e “brutali”, capaci di sconvolgere il lettore.

PERCHE’ LEGGERLO

Il Club delle Divorziate è un manga rivolto ad un pubblico maturo, ma soprattutto ad un tipo di lettore che si discosta molto dall’otaku classico. Il tema trattato, il divorzio, è sicuramente argomento alieno per la maggior parte di noi, ma il modo in cui esso viene affrontato farà riflettere profondamente tutti quelli che avranno avuto nella loro vita una relazione lunga e complessa. Un manga introspettivo, oserei dire quasi di classe, non volgare e sicuramente dal finale inaspettato.

PERCHE’ NON LEGGERLO

Leggendo il paragrafo superiore avrete già la risposta. Questo non è sicuramente un manga per adolescenti o per ragazzi. La sua lettura necessita una certa immersione nel personaggio e la comprensione dei sentimenti che esso prova. Tutto ruota attorno a questo più che al racconto dei fatti che avverranno. La comprensione del perché Yuko farà certe scelte e delle sue sofferenze costituiranno la linea che, una volta varcata, vi farà considerare questo manga quasi un capolavoro.

ikarishinji1981

Il Club delle Divorziate

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