Versolaterra_1

  • Titolo originale: Verso la Terra
  • Autore: Keiko Takemiya
  • Anno: 1977
  • Numero volumi: 3
  • Terminato: Si
  • Data recensione: 27/05/2020
  • Autore recensione: ikarishinji1981
  • Genere: Fantascienza, Drammatico, Soprannaturale
  • Voto: 4.0 su 5

 

TRAMA

Ci troviamo in un futuro lontanissimo e non specificato. L’evoluzione dell’essere umano avanza incessante e senza alcun timore, sfruttando il pianeta che lo ospita, la terra, in ogni suo punto e luogo anche i più inaccessibili. Un millennio è passato e l’avanzamento tecnologico ha portato l’uomo a compiere balzi warp di migliaia di anni luce alla ricerca di un altro pianeta simile alla terra. Questo perché i suddetti balzi warp necessitavano di ingenti risorse portando, alla fine, la Terra verso un rapido declino. Nonostante una minuziosa ed assidua ricerca però, la Terra, sembra essere l’unico pianeta dotato di una energia vitale così forte da renderla rigogliosa, fiorente e piena di risorse energetiche e naturali. La vegetazione non cresceva più, tossine erano filtrate nel sottosuolo rovinandolo completamente ed ogni forma di vita era scomparsa dal mare. L’umanità, dopo aver scartato l’ipotesi di una migrazione definitiva su un altro pianeta, vagliò ogni tipo di soluzione ma capì, infine, che l’essere umano stesso era l’unica causa di questo declino inevitabile. Così si decise di modificare il genoma umano sin nel profondo, cercando di “costruire” una nuova generazione capace di convivere col pianeta terra. L’umanità migrò temporaneamente, ma a tempo indeterminato, in altri pianeti ed ebbe così inizio l’epoca S.D. cioè Superior Dominant. Esso non era altro che un progetto, supervisionato da un computer detto Mother, il quale scopo era quello di controllare, selezionare e manipolare le nascite e le vite di ogni essere umano. Così facendo ognuno avrebbe avuto un ruolo ben preciso, consono alle sue doti naturali, inoltre veniva indottrinato in modo da provare un profondo amore e divinazione verso la terra impedendo, in alcun modo, di poter recare ad essa alcun danno. Ma la macchina, che sembrava perfetta, in realtà aveva un piccolo difetto, una piccola falla. Le nascite, che oramai non erano più naturali ma in laboratorio, avevano una piccola percentuale di creare degli esseri umani “diversi”, con poteri psichici ma menomazioni fisiche, detti Mu. Questi poteri però non si manifestavano alla nascita, ma circa nell’età della maturazione, quella dell’adolescenza……

 

RIFLESSIONI

Keiko Takemiya è un’autrice che, ad inizi anni 70, rivoluzionò i manga proponendo storie dirette ad un pubblico femminile in cui, spesso, i personaggi maschili erano molto effeminati oppure omosessuali. L’avvento di questo tipo di personaggio maschile, portò un vero e proprio vento di innovazione sdoganando la classica figura del protagonista macho ed impavido. Ma la Takemiya non realizzava soltanto manga per ragazze, anzi in realtà era appassionata di fantascienza, ed uno dei suoi lavori più famosi in assoluto è Verso la Terra, manga clamorosamente sottovalutato dalla maggior parte del pubblico, da cui venne tratto anche un anime che non rendeva pienamente giustizia all’opera. Sicuramente questo lavoro deve molto ad autori quali Tezuka o Matsumoto, nell’ambito dei mangaka, ma anche a scrittori quali Asimov, ma nonostante ciò porta comunque una ventata di innovazione essendo, comunque, antecedente a Gundam e a tutto il filone che ne scaturì dopo il suo avvento. Verso la Terra, pur essendo un manga relativamente breve, riesce a toccare tanti punti differenti ed a trattarli tutti nel migliore dei modi. Secondo la visione della Takemiya l’essere umano sembra essere “errato” geneticamente, portandolo inevitabilmente a devastare e rovinare ogni dono che la natura gli porge. Nonostante questa visione possa sembrare assolutista e pessimista, in realtà l’uomo arriva a capire che il problema è proprio nella sua natura e, per questo, decide di modificarsi geneticamente affidando ad un computer il compito e la gestione di tutta la futura e nuova società e generazione. Su questo punto si può notare tutta l’ispirazione presa dalla Takemiya da Asimov, affidando le sorti dell’intera ricostruzione dell’umanità ad un computer, nel tentativo, di non poter in alcun modo deragliare dai piani prefissati precedentemente. Ma il destino riserva sempre degli scherzi. Il meccanismo di creazione della “nuova” umanità non è perfetto e una piccola percentuale di essi sono “particolari”. Questi nuovi esseri, detti Mu, sono umani superiori, dotati di poteri psichici, che rappresentano il prototipo dell’essere vivente perfetto. Non solo perché possiedono poteri psichici che li rendono in grado di leggere il pensiero e manipolare la materia, o perché riescono a vivere fino a 300 anni rimanendo giovani, ma perché possiedono una spiccata sensibilità e visione della collettività in grado di renderli empatici e fraterni verso i loro simili. Ma una sorta di maledizione incombe sull’umanità, infatti essi proveranno un profondo odio per quella società che li addita come mostri da sterminare, covando rancore e vendetta. La particolarità di quest’opera sta però proprio nella caratterizzazione dei Mu, esseri sensibili, empatici, emotivamente fragili, afflitti da perenni sofferenze e difficili decisioni da prendere, quasi come fossero ragazzini in età adolescenziale. Questa eterna sofferenza aleggerà sempre nei cuori dei protagonisti, inviando al lettore un continuo sentore di inevitabilità, come se la tragedia finale sia ineluttabile, facente parte del destino dell’umanità. In contrapposizione, nello stesso momento, la società umana procede secondo la distopia scritta dalla precedente generazione e guidata, invisibilmente, dal supercomputer Mother. È abbastanza evidente la critica mossa alla società di allora, le quali da un lato ci mostrano solo ciò che di buono fanno ma, velatamente, nascondono sotto ben altri piani e “forzature” di cui facciamo involontariamente parte e di cui siamo partecipi senza possibilità di scelta. Se da un lato i Mu trovano il loro percorso in modo del tutto naturale scegliendo liberamente cosa è meglio per loro, dall’altro gli umani evoluti vengono assegnati a compiti ben precisi a seconda delle loro predisposizioni naturali. Inoltre il nucleo familiare viene additato come fonte di distrazione e dannoso per il processo di bonifica della Terra, mettendo così ad un bivio ogni umano che è in procinto di ritornare alla madre patria. Scegliere di essere cittadino terrestre o l’esilio ed una famiglia in un altro pianeta? Inoltre le due società differiscono anche nel modo in cui vengono governate. I Mu provano ammirazione e venerazione per il loro “capo” (nominato naturalmente per le proprie capacità senza elezioni), mentre gli esseri umani sono intimiditi e terrorizzati dai superiori e soprattutto dalle convocazioni derivanti da qualche errore commesso. Insomma in Verso la Terra tutto funziona perfettamente o quasi. In realtà qualche piccolo difetto c’è, a mio parare, qualcuno derivante da un disegno non all’altezza nelle (poche) scene d’azione, spesso confusionarie, nella difficoltà ad immedesimarsi nel protagonista, a volte un po’ troppo titubante nelle sue scelte e poco consapevole delle proprie capacità, ma soprattutto alcuni eventi nella parte finale della storia che risultano poco coerenti e credibili, nonostante un finale tutto sommato buono anche se pronosticabile, almeno in parte.

 

PERCHE’ LEGGERLO

Verso la Terra è un manga che non può mancare nella collezione di qualunque appassionato di fantascienza ma non solo. Pur essendo vero che Matsumoto è arrivato anni prima con storie simili, bisogna dar merito alla Takemiya di aver saputo creare un manga basato sull’odio e la guerra, tra due popolazione, in cui i combattimenti sono pochissimi, quasi superflui, il quale si concentra e ruota attorno alle diversità delle sue società e su come esse mettono in risalto i sentimenti delle persone.

 

PERCHE’ NON LEGGERLO

 Come già detto ed anticipato in precedenza la difficoltà nella lettura di questo manga possono derivare da una quasi totalità di assenza di azione, ma soprattutto nella difficoltà, per alcuni, di immedesimarsi nel personaggio principale che potrebbe risultare troppo “debole” e melenso se non a volte stucchevole nelle sue paranoie.

ikarishinji1981

Verso la Terra

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