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  • Titolo originale: Ookami no Kuchi: Wolfsmund
  • Autore: Mitsuhisa Kuji
  • Anno: 2009
  • Numero volumi: 8
  • Terminato: Si
  • Data recensione: 17/06/2020
  • Autore recensione: ikarishinji1981
  • Genere: Drammatico, Storico
  • Voto: 3.5 su 5

 

TRAMA

Ci troviamo nel XIV secolo nel passo del san Gottardo, il più importante collegamento tra l’Italia e quella che sarà la Svizzera, al tempo divisa in cantoni sotto il dominio degli Asburgo. Il passo è dominato da un castello che funge anche da dogana ma, soprattutto, ha il compito di non far passare nessuno verso l’Italia, a meno che non sia provvisto di un permesso scritto. Questo castello ha il soprannome di Wolfsmund, cioè le fauci del lupo, ed è comandato dal balivo Wolfram, uomo sadico e privo di qualunque scrupolo pur di smascherare ogni tentativo, da parte degli abitanti del cantone, di attraversare il passo per recarsi in Italia. Infatti il duca Leopoldo I sa perfettamente che la Waldstatte, formata dai tre cantoni forestali di Uri, Svitto e Untervaldo, faranno di tutto pur di liberarsi dalla sua “giovane” tirannia. Questo compito però ricadrà sulle spalle dello spietato Wolfram, in quanto il duca è impegnato in altre campagne militari, ed utilizzerà qualunque metodo pur di potare a termine il proprio scopo e far bella figura davanti al suo regnante.

 

RIFLESSIONI

Wolfsmund è il primo manga di Mitsuhisa Kuji ex assistente di Kentaro Miura al quale deve gran parte della sua formazione. Quest’opera ci racconterà la storia della battaglia dei cantoni della Waldstatte nel tentativo di liberarsi dalla tirannia di Leopoldo I, in un racconto quasi del tutto attinente ai fatti, con qualche punta di fantasia, a tinte gotiche e tetre in cui la violenza la farà da padrone. Per gran parte del manga, in realtà, i veri protagonisti non saranno gli abitanti dei cantoni che cercheranno di varcare il passo, ma il castello ed il balivo Wolfram, individuo completamente privo di scrupoli e capace di ogni tipo di efferatezza per smascherare e bloccare ogni tentativo di passaggio clandestino. Durante la lettura di questo manga non ho potuto far a meno di avvicinare Wolfram ad Hans Landa, il famigerato colonello ideato da Tarantino in Bastardi Senza Gloria, non solo per la sua ostinatezza e “talento” nello smascherare gli intrusi, ma anche per il suo modo irriverente che ci fa pensare che tutte le sue azioni sono mosse, oltre che dal senso del dovere, anche da un gusto ed una goduria personale nell’arrecare sofferenza e nel sentirsi il migliore nel suo ruolo. C’è da dire che questo manga ha molte note positive e anche negative che però, possono essere viste in modo diverso a seconda del soggetto che legge. Personalmente ho un po’ patito la mancanza di un protagonista “buono” al quale legarsi ed alla quasi totale assenza nell’approfondimento dei personaggi i quali, come in una guerra reale, nella maggior parte dei casi saranno “di passaggio”, destinati ad una morte violenta e dolorosa. Questo però porterà alla conoscenza di una gran quantità di situazioni diverse e di motivazioni per le quali gli abitanti dei cantoni forestali lotteranno a costo della loro vita per liberarsi dalla tirannia di Leopoldo I creando una certa empatia tra il lettore ed il popolo soppresso. Se proprio volessimo trovare un protagonista sarebbe senz’altro il balivo Wolfram, unico personaggio che vedremo costantemente in quasi tutto il manga, inoltre egli rappresenta “le fauci del lupo” in tutto il loro terrore, nonostante ciò anch’egli non sarà approfondito e ne conosceremo soltanto la parte superficiale e non avremo occasione di scavare nella sua mente. Il manga sarà diviso in tre parti abbastanza nette. Cercando di non fare troppi spoiler, nei primi due volumi ogni capitolo rappresenterà una storia a sé, ogni personaggio avrà motivazioni diverse nel tentativo di passare il valico e tutte le storie saranno autoconclusive. Dal terzo volume in poi entreremo nel vivo del manga, cioè la preparazione da parte del popolo dei cantoni forestali all’assalto alle fortezze che proteggono i valichi e che rappresentano la tirannia nei loro confronti. Da questo punto avremo dei personaggi ricorrenti e potremo individuare effettivamente un protagonista, o quantomeno un personaggio che ritroveremo fino alla fine dell’opera, anche se in realtà la sua presenza sarà saltuaria e non costante. La terza parte sarà una cronaca dettagliata della Battaglia di Morgarten del 1315. Essa sarà una descrizione tecnica quasi priva del trasporto emozionale che si può avere dal punto di vista di chi sta partecipando ad essa. In questi volumi ho ritrovato molto di “Ad Astra”, manga che ho recensito qualche tempo fa, che non punta sull’emozionalità ed il trasporto, ma sull’accuratezza dei dettagli e del racconto, quasi come se il manga si trasformasse in un libro di storia. È palese che, arrivati a questo punto delle riflessioni su quest’opera, ognuno di voi si sarà fatto un personale giudizio. Io ho apprezzato questo manga soprattutto nella parte finale ed iniziale perché sono riuscito ad immedesimarmi meglio nella storia e nell’ambientazione, ma devo essere sincero non ho apprezzato la mancanza di un protagonista e la totale, o quasi, assenza, del passato dei personaggi principali non riuscendo così a capire appieno il loro odio e le loro motivazioni. Inoltre, e questo è come sempre un altro aspetto strettamente soggettivo, non ho minimamente apprezzato i disegni. Il tratto della Kuji cerca di singhiozzare quello di Miura soprattutto nell’uso dei neri e dei fondali, ma manca di personalità e soprattutto non rende minimamente la violenza delle immagini. Il cara-design dei personaggi è classico da manga e rende il tutto meno credibile, le scene di tortura e di sofferenza risultano poco credibili, quasi come fossero censurate da un disegno poco incisivo, poco credibile.

PERCHE’ LEGGERLO

Oramai non dovremmo più stupirci se un autore (autrice in questo caso) giapponese scrive un’opera su fatti storici del vecchio continente, eppure così non è. Wolfsmund è un manga che parla di una storia ai più sconosciuta, ma di grande impatto, e cioè la battaglia di Morgarten per la liberazione dei cantoni forestali dal dominio di Leopoldo I di Asburgo. Riuscire a capire le motivazioni ed il senso del perché una nazione come la Svizzera, ancora oggi, si staglia come nazione “libera” è stata un’emozione quasi unica, soprattutto perché il manga arriva, nel finale, dritto alla sua meta inaspettatamente e con impeto.

 

PERCHE’ NON LEGGERLO

I difetti di questo manga sono diversi anche se, come detto, sono quasi tutti soggettivi. A parer mio la mancanza di un protagonista forte e carismatico ma, soprattutto, la totale assenza di un approfondimento alla psicologia dei vari personaggi, rende la trama più piatta e meno emozionale. Inoltre i disegni, sempre a mio avviso, risultano poco incisivi e sminuiscono molto la moltitudine di scene violente e di sofferenza di cui il manga è pieno.

ikarishinji1981

Wolfsmund

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